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Il coltello da marinaio

Il coltello della foto è una replica fedele di quelli in uso ai tempi d’oro dei grandi velieri. È stato progettato e costruito da Giovanni Caputo, l’attrezzatore per barche d’epoca del Cantiere, che lo utilizza quotidianamente per il proprio lavoro. Spartano, essenziale e robusto: una triade ideale che lo consacra come attrezzo indispensabile per la sicurezza in mare. Deve essere affilatissimo e con la lama fissa, con il metallo che attraversa il manico per tutta la lunghezza e fuoriesce quel tanto che basta da inserire un laccio.

Nasce a lama tronca, perché i comandanti, consapevoli delle risse che scoppiavano a bordo durante le lunghe traversate, obbligavano i marinai a far troncare la punta della lama dal carpentiere di bordo.

Spesso si vede portato al fianco, mentre la posizione corretta è al centro della schiena, sorretto da una cintura indossata sopra la maglia o la camicia, per essere impugnato indifferentemente e senza ostacoli sia dalla destra che dalla sinistra.

Un coltello a serramanico non è l’ideale, quei pochi secondi che servono a tirarlo fuori e dispiegarne la lama possono essere fatali ed i coltelli multiuso, con decine di funzioni, sono utilissimi strumenti di lavoro, ma certo non sono l’optimum per chi naviga e sta alle manovre.

Di Giovanni Caputo

(tratto da “La Gente di Mare”, edito da Mursia)

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